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Romanzo
inedito |
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Le foglie
dei pioppi tremolavano, spirava dolcemente un benefico vento di tramontana,
che dava sollievo dopo una giornata di fuoco, come una di quelle che si
hanno solo al Sud. Sulle "chianche", camminando a piedi nudi, si poteva
ancora sentire il caldo che portava una piacevole sensazione con il sopravvenire
della frescura notturna. Rocco non riusciva a prendere sonno. C'era qualcosa
che lo tormentava, le sue mani battevano nervosamente a ritmi alternati
sulle chianche; poi di colpo si fermava e fissava diritto verso il cielo,
quasi volesse interrogare le stelle, che quella sera erano numerose. Sembravano
tanti fuochi scoppiettanti e particolarmente nervose, come a voler associarsi
al tonnento che agitava Rocco. I gatti, in periodo d'amore, miagolavano
insistentemente, emettendo suoni incredibilmente umani, alimentando il
suo stato di tensione. - Ecco un’altra notte in bianco! - pensò tra sé
e sé. - Magari avessi qualcosa da fare! - Guardò di nuovo verso il cielo
e si lasciò trasportare dalla sua anima - Come è bello - pensava - sono
libero, libero dalla materia, libero dalle torture, libero dalla malvagità
umana. Come è bello contemplare le cose del mondo con l'anima. - E si
sentì di nuovo leggero leggero come una foglia di pioppo. Visitò castelli,
ripercorse le vie che gli antichi Romani avevano tracciato e che avevano
ancora nella roccia i segni del passato. |
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